
La Telekom tedesca ha deciso di fornire al Robert-Koch-Institut, l’autorità federale superiore indipendente tedesca responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive, i dati-clienti in suo possesso allo scopo di tracciare il flusso degli utenti di telefonia mobile.
Pare infatti che l’azienda abbia già messo a disposizione dell’autorità parte dei dati in forma anonima. Una prima consegna con un volume di cinque gigabyte si dice che sia stata effettuata martedì sera (17.02.2020).
Il monitoraggio come avvenuto in Asia non è possibile. Ciononostante, i dati dovrebbero fornire ai ricercatori dell’RKI nuove informazioni sulla diffusione e sulle strategie da attuare per il contenimento del coronavirus. “Con questi dati è possibile modellare i flussi di movimento – a livello nazionale, a livello dei Länder fino al livello di paese-comunità”, spiega la portavoce.
Non dovrebbe essere possibile rintracciare singoli cittadini o persone infette, come avviene attualmente nei paesi asiatici e anche in Israele. Telekom da deciso di fornire gratuitamente tali dati all’RKI: “Le sfide attuali contro il coronavirus sono gigantesche. Se i dati di massa anonimi possono contribuire a rallentare il decorso della curva di infezione e a salvare vite umane, siamo lieti di soddisfare la richiesta di supporto da parte delle agenzie governative”, ha spiegato l’azienda.
Un approccio simile viene adottato in Austria. Come annunciato a inizio settimana, infatti, l’operatore di telefonia mobile A1 in Austria ha già trasmesso al governo set di dati simili.
Tutto ciò è stato fortemente criticato dagli incaricati della protezione dati e dall’opposizione. Il capo dell’RKI, Lothar Wieler, ha spiegato a Berlino che, nonostante le questioni tecniche e legali, la valutazione dei dati dei cellulari da parte dell’RKI potrebbe essere di enorme aiuto per il lavoro delle autorità sanitarie: “Pensiamo che questo sia un concetto sensato”, ha detto.
Fonte: Der Tagesspiegel